LA PASSIONE PER L’ ALLEVAMENTO NELLA NOSTRA FAMIGLIA AFFONDA LE SUE RADICI NELLA TERRA DURA DELLE  MONTAGNE BERGAMASCHE E SI PERDE NELLE NEBBIE MILANESI.

In principio furono le brune alpine e i suini a farla da padrone, i cani utilizzati per la caccia venivano selezionati in base al loro valore venatorio… che allora era misurato con il carniere !

Con il passare delle generazioni e il trasferimento nelle terre lombarde l’ allevamento dei cani da caccia prese il sopravvento, una parte della  famiglia si specializzò nell’ allevamento dei cani da seguita mentre  un  altro ramo si innamorò dei cani da ferma.

La caccia come motore di tutto, per esigenza prima e per passione poi, foto nonno GiuseppeNonno Giuseppe Gritti detto Peppino e nonno Pietro Redondi, allevatore di bovini e suini, titolare di una stazione di monta taurina per la selezione  dei bovini da latte e da carne,  cacciavano  con la muta di segugi la lepre mentre papà Renato Gritti si appassionò subito ai cani da ferma, non disdegnando affatto “il pelo” anzi scatenando competizioni venatorie epiche che sono rimaste nella memoria dei cacciatori locali.

Fu papà Renato a dare un ‘ impronta nuova all’ allevamento cinofilo nella nostra famiglia, facendo tesoro del capitale di esperienze in altri settori, svoltò verso la cinofilia ufficiale, facendo la gavetta nelle prove ed esposizioni dei Paesini,la cosidetta cinofilia di paese, molto spesso fucina di cinofili che hanno fatto la storia, approdando con umiltà e voglia di imparare alla cinofilia ufficiale.

gli ultimi natiI suoi maestri furono Angelo Goi, Dottor Cino Rampoldi e il cav. Ciceri Paolo, i primi più a stretto contatto il secondo come pietra angolare della braccofilia.

La passione per questo mondo ha travolto tutti in famiglia e speriamo continui con gli ultimi nati in casa Gritti.

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